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"Aver visitato l'Italia senza aver visitato la Sicilia, dà l'impressione di non aver mai visto niente dell'Italia; perchè la Sicilia rappresenta la chiave di ogni cosa" Goethe
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· Storia · Tindari
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· Storia · Eventi |
- Capo d'Orlando - C'è da vedere
La storia dei siti di interesse architettonico, archeologico ed etno-antropologico, presenti a Capo d'Orlando riveste un'importanza notevole. Scoprirli, insieme agli scorci naturalistici e paesaggistici vuol dire conoscere ed apprezzare meglio questo territorio.
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Villa Piccolo
Voluto direttamente,
per lascito testamentario, da Lucio, Agata Giovanna e Casimiro
Piccolo, sorge in una raffinata ed elegante villa, fine '800, che si
erge al Km. 109 della Statale per Palermo, in contrada Vina. Qui di
conservano i ricordi artistici ed umani di questa nobile famiglia
palermitana, stabilitasi a Capo d'Orlando sul finire degli anni '30.
Villa romana di Bagnoli Nel 1987 affiorarono, a poca distanza da San Gregorio, in località Bagnoli i primi resti di un edificio termale, appartenente ad una villa romana del III-IV sec. d.C. I resti, totalmente privi delle murature in elevazione hanno una configurazione planimetrica dalla quale si distingue il "calidarium" absidato ed il "frigidarium", luoghi destinati entrambi ai bagni. Dagli scavi sono emersi anche tracce di impianti idrici, una fornace e delle condutture per le acque calde. Interessante la pavimentazione in mosaici policromi. Non si esclude che intorno al ritrovamento, da saggi esplorativi effettuati, si trovino altre tracce di un vecchio centro abitato.
Castello Bastione Non si hanno notizie certe che datino il castello sito in località Malvicino, ma la costruzione dell'insediamento, per la sua configurazione architettonica, sembra più affine ad una torre di tipo camillaneo. Le caratteristiche più rilevanti sono rappresentate dalla pianta quadrata, articolata su tre elevazioni : la base, priva di apertura ed ospitante una cisterna, il piano operativo e la terrazza. La costruzione merlata mette in evidenza delle simmetrie rovesciate, le due scarpe di base alle quali corrispondono in elevazione le due bertesche rotonde sbalzate sugli angoli. Probabilmente la costruzione del "Bastione" potrebbe datarsi intorno al XIV secolo, quando si diffuse nella piana orlandina la coltivazione delle "cannamele" e la torre doveva avere una funzione difensiva delle piantagioni. Accanto alla torre si ergeva anche un trappeto ed altri insediamenti abitativi fortificati. Incerto anche il casato al quale appartenne, forse alla famiglia del Conte Bernardo Ioppolo o, come accredita qualche storico, a Donna Caterina Branciforte, Principessa di Butera. Il Castello, acquisito dal Comune di Capo d'Orlando negli anni '90, è stato sottoposto a lavori di recupero architettonico e di restauro, per una sua destinazione a museo polivalente.
Nel momento di bassa marea tra i due bracci del porticciolo turistico, in località S. Gregorio, allorquando dal costone affiora una configurazione rocciosa sulla quale la mano esperta dell'uomo ha lasciato incisi grossi dischi di pietra. L'estensione è di circa un centinaio di metri per una larghezza oscillante tra i 4 - 5 metri. Il diametro dei solchi va da uno a due metri con uno scavo profondo una decina di centimetri. Questo sito è noto come la "Cava o pietra del Mercadante". Non si conosce l'utilizzo di questi manufatti, detti comunemente "rocchi" e si esclude, vista la consistenza della pietra che li forma (arenaria), che potessero servire quali macine per i mulini, tesi quest'ultima anticamente e per diverso tempo accreditata.
Il Santuario Il Santuario in cima al promontorio è del 1600, e la sua edificazione, voluta dal conte Girolamo Joppolo, avvenne a conclusione di episodi prodigiosi e di fede, legati al rinvenimento del minuscolo simulacro di Maria SS.ma di Capo d'Orlando. Si ipotizza che la chiesetta fosse inglobata tra la cinta muraria del castello preesistente. All'interno, oltre gli ex-voto e antiche suppellettili del santuario, si conservano due dipinti di Gaspare Camarda, datati 1626 e 1627: "L'adorazione dei pastori" e "Il crocifisso fra i due monaci oranti". Il castello, d'incerta datazione, ebbe una funzione di difesa e di avvistamento delle flotte corsare nel XV e XVI sec. Oggi restano una parte dei muri perimetrali e alcuni ambienti in fase di ripristino. Notevole e incantevole è il paesaggio che è possibile scorgere dalla sommità.
L'Antiquarium comunale "Agatirnide" L'Antiquarium comunale "Agatirnide", inaugurato il 20 dicembre 2002, ospita reperti archeologici rinvenuti fortuitamente nel territorio orlandino e donati da privati, o rinvenuti in seguito a campagne esplorative condotta dalla Soprintendenza. Nella struttura, dunque, sono esposti reperti databili a partire dal XII secolo a.C. (età del Bronzo), che testimoniano la storia millenaria del territorio orlandino. I primi scavi furono condotti tra il 1980 – 1981 dalla Soprintendenza Archeologica di Siracusa, competente fino al 1987, nella necropoli ellenistica di via Letizia dove sono state rinvenute sepolture del IV - III secolo a.C.; saggi sono stati effettuati anche sul Monte della Madonna. Successivamente, nel 1986, su segnalazione della sede Archeoclub d'Italia, la scoperta dell’area termale di Bagnoli, del III - II secolo d.C., ha dato un ulteriore impulso alla ricerca sul territorio. Altri importanti ritrovamenti nel 1989 in via Letizia e i resti di una capanna di età preistorica venuti alla luce nell’estate del 2000 in via Libertà, hanno contribuito a dare, assieme ad altri ritrovamenti sporadici, una connotazione abbastanza chiara sul succedersi nel tempo delle varie civiltà sul nostro territorio..
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